La Maremma
solitaria delle epoche arcaiche
La rupe dove è arroccato il paese fu abitata sicuramente durante il Bronzo finale insieme al vicino masso tufaceo di Castelvecchio: ne sono prova i materiali rinvenuti fortuitamente durante i lavori di consolidamento effettuati sulla rupe per garantire staticità al paese. La frequentazione del territorio sembra invece arrestarsi durante l’età del ferro (IX secolo - prima metà VIII secolo avanti Cristo). Del resto questo fenomeno sembra caratterizzare tutta la valle del Fiora e più diffusamente l’Etruria meridionale. I villaggi costruiti sulle rupi più selvagge vengono progressivamente abbandonati e la popolazione si concentra in pochi grandi centri.
Ai numerosi e piccoli insediamenti sparsi sul territorio si sostituiscono villaggi più grandi, posti su ampi pianori verso la zona costiera. Il più importante è Vulci. Fra il VII e il VI secolo avanti Cristo, mentre continuano a mancare i dati relativi ad una frequentazione della rupe di Sorano, si constata la presenza di piccoli stanziamenti nelle valli della Calesine, a Case Rocchi, a San Rocco e a Montepalaro: qui vengono trovate numerose tombe arcaiche. Questi piccoli nuclei abitati si concentrano sulla direttrice che collegava la città etrusca di Sovana con il Monte Amiata e la zona chiusina, che oggi potrebbe in parte essere identificata con la strada provinciale 22 che da Sovana sale a Case Rocchi e San Valentino.
Con la piena romanizzazione si sviluppano, in tutta la zona, fattorie di medie dimensioni. Se ne trovano tracce soprattutto ai Pianetti. Accanto a queste numerose sono le tombe a fossa o a cassone romane purtroppo distrutte quasi completamente dai lavori agricoli.
Lara Arcangeli
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