Il principale colombario dell’insediamento rupestre è posto sotto il fossato della seconda fortificazione, a strapiombo sul fosso di S. Quirico. Si raggiunge percorrendo un breve tratto della via cava che conduce a S. Angiolino e proseguendo a sinistra verso i resti della cortina muraria. E’ senza dubbio il più straordinario monumento dell’insediamento. Con ingresso centinato, è composto da due locali nelle cui pareti sono scavate centinaia di nicchiette perfettamente uguali e disposte con regolarità sorprendente che, secondo studi recenti [6], sarebbero state realizzate per l’allevamento dei colombi. Nella seconda stanza vi è un cunicolo lungo circa 5 metri che conduce verso il precipizio, ritenuto un ingresso per i volatili di cui parlano esplicitamente i trattati di agricoltura romani e medievali: l’apertura per l’accesso ai piccioni doveva essere di piccole dimensioni e in corrispondenza dei precipizi, con le pareti intonacate, così da interdire l’ingresso dei rapaci e dei rettili e per consentire al volatile di raggiungere il colombario anche nei voli notturni. L’apertura del cunicolo taglia alcune nicchie, lasciando intuire che sia un manufatto successivo all’impianto originario. Nella parete di divisione fra i due locali è scavato un forno di 1x0,5m di profondità, ritenuto da alcuni un manufatto per l’incenerazione, anche se appare di modeste dimensioni per tale scopo e sembra non sia stata consuetudine dei romani collocare il forno all’interno delle strutture funerarie. Nella pavimentazione della prima stanza (attualmente sorretta da una struttura in ferro che consente la salvaguardia del monumento impedendo il cedimento del soffitto), oltre una piccola fossa di ignota funzione, si nota una canaletta per la raccolta delle acque che serviva per dissetare i colombi, come descrivono gli antichi trattati di agricoltura. La parete del colombario perpendicolare al fosso di S. Quirico è crollata in epoca imprecisata, compromettendo in parte la bellezza del monumento.
Testi e immagini tratti dal libro: "Vitozza - La città di pietra", Franco Dominici, Edizioni Effigi, Arcidosso, 2013.
Fotografie di Franco Dominici.
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