La via cava di San Sebastiano si trova nel Secondo Settore della Necropoli di Sovana ed è una fra le più impressionanti della Maremma.
Così la descrive Giovanni Feo:
Nella necropoli di Sopraripa, prima della tomba della Sirena e le numerose tombe "a dado", il sentiero giunge all'ingresso della via cava di San Sebastiano.
Vi è lì una fenditura nella roccia, larga circa tre metri, le cui pareti si alzano perpendicolari oltre i 25 metri. La spettacolare entrata di questa tagliata sovrasta il visitatore con le sue spropositate dimensioni, evocando l'ingresso in un mondo di giganti, le cui megalitiche prospettive sgomentano e sorprendono per la loro eccezzionalità.
Arcaici simboli, incisioni a rilievo e iscrizioni sacre appaiono sulla parte alta delle pareti, ad un'altezza tale che ci vorrebbero scale lunghissime per poter leggere e decifrare quei segni.
A metà percorso, una grande fenditura sulla destra conduce su di un poggio che sovrasta la tagliata dall'alto. Qui, tra i resti di una necropoli di tombe a camera, vi è l'ingresso ad un antro scavato sul bordo del precipizio, che s'affaccia pericolosamente sulla profonda tagliata sottostante. L'antro, composto da tre locali comunicanti, conserva diverse incisioni cristiane di epoca medievale; si tratta infatti del Romitorio di San Sebastiano, un rifugio di eremiti, ricavato da una precedente tomba etrusca.
Ritornando nella via cava e proseguendo oltre questa deviazione laterale, si giunge ad un ampio slargo, rovinato da numerose frane che hanno alterato l'aspetto originario del percorso. E' ancora però ben visibile come, in questo punto, la tagliata si allargasse, per poi restringersi nuovamente e proseguire per un breve tratto, sino a terminare all'aperto, sul prato erboso di un'altura da dove il panorama spazia in direzione del monte Elmo e dell'Amiata.
Parco Archeologico Città del Tufo - Via Cava di San Sebastiano
Testi e immagini tratti su concessione dal libro "Le Vie Cave Etrusche - I ciclopici percorsi sacri di Sovana, Sorano e Pitigliano", Giovanni Feo, Laurum Editrice, Pitigliano, quinta edizione 2016.
Fotografie di Maurizio Di Giovancarlo [1,8,9], Luca Bececco [2,6,7] e Walter Fioramonti [3,4,5]
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