Tomba della Sirena

Coordinate: 42.654838 N, 11.639862 E
Sovana
Necropoli di Sopraripa

La Tomba della Sirena fa parte della necropoli di Sopraripa (II settore della necropoli di Sovana). La tomba, interamente scavata nel tufo, è a ragione consideata come una delle più affascinanti tombe a edicola dell'Etruria.
Al centro della facciata si apre una grossa nicchia arcuata che ospita un kline (letto conviviale) sul quale doveva trovarsi la statua che rappresentava il defunto. La nicchia è fiancheggiata da due personaggi in rilievo raffiguranti una figura maschile e una femminile. Sulla trabeazione, che presenta un fregio di patere e triglifi, si può ammirare uno splendido frontone decorato a rilievo di interpretazione controversa. La camera funeraria, posta fuori asse rispetto all'edicola, è molto piccola e probabilmente ospitava i resti di un solo defunto incinerato: Vel Nulina, come recita l’iscrizione incisa sulla facciata.
La tomba fu scoperta nel giugno del 1843 dal paeseggista e studioso inglese Samuel James Ainsley, che la chiamò "Tomba della Sirena". Di lì a poco fu visitata dal Dennis.
Le principali questioni controverse sulla tomba della Sirena riguardano la datazione e l'interpretazione del frontone.
Circa la datazione le fonti ufficiali collocano la tomba tra la fine del III  e l'inizio del II secolo avanti Cristo, ossia nel periodo dell'occupazione romana, mentre altri studiosi l'hanno invece datata al V (G. Rosi)  o al IV secolo avanti Cristo.
Circa la scena del frontone l'interpretazione tradizionale e ufficiale vede nel rilievo Scilla, il mostro marino della mitologia greca, che avvolge nelle sue spire due eroti (o amorini).
Una seconda interpretazione vede invece nel frontone la Sirena bicaudata, che rimanda all'etrusca Voltumna, presente anche nel timpano della tomba Ildebranda, in quella dei Demoni Alati e poi anche nel portale del Duomo di Sovana, della Chiesa di San Martino a Magliano in Toscana, ... la cosa non è solo affascinante ma sembra anche avere solide fondamenta. Perciò riportiamo di seguito quanto scritto da Giovanni Feo, su TAGES - Necropoli di Sopraripa e da Raffaella Galli su EVUS - la sirena a due code  della necropoli di Sovana.

da TAGES - Necropoli di Sopraripa: la tomba della Sirena

Sul frontone della tomba “a edicola” è raffigurata una sirena bicaudata che regge la vela di un vascello affondato. Ai due lati, due piccole figure alate. Il naufragio è simbolica allusione al viaggio post-mortem, la sirena è in veste di soccorritrice e guida delle anime partite per il grande viaggio ultraterreno. Nella religione etrusca esisteva una larga famiglia di creature alate - le lase - di natura femminile, considerate benefiche protettrici degli umani, concezione simile a quella degli angeli, delle fate e altre mitiche creature soprannaturali.

da EVUS - la sirena a due code  della necropoli di Sovana

La sirena è presente anche nel timpano della tomba ILDEBRANDA e in quella dei DEMONI ALATI, sempre a Sovana.
La sirena che venne vista come una Scilla, un mostro marino, un demone alato, irradia una forza misteriosa che crea un’atmosfera mistica.

Queste sirene, in realtà, richiamano a culture precedenti, a tempi in cui il “femminile” era considerato sacro e le donne garantivano il contatto con la dimensione divina.
Sirene-psicopompo che nel ruolo di LASA accompagnano e proteggono, collegano la realtà umana a quella invisibile.
Essa si fa porta d’accesso agli Inferi per scortare l’anima verso il mondo degli antenati, dei LARES.
E, infatti, le sirene sono poste all’entrata delle famose Vie Cave, per porre sotto la protezione degli Spiriti Familiari degli Antenati.
La sirena è stata accostata ad URCLA/VOLTUMNA, versione etrusca della dea della Terra nelle dodici regioni, emanazione della Madre Universale.
Le sue code serpentine indicano il collegamento con le energie del sottosuolo e la sua natura ctonia.
Il serpente, a cui sembra alludere nella sua doppia coda, nel suo cambiare e rinnovare pelle, è simbolo di trasformazione e di immortalità.
Le antichissime divinità femminili erano spesso associate a dei serpenti, come la dea-madre di Creta.
La coda della nostra sirena, “pisciforme”, ne collega il culto all’acqua, sorgente di vita, attraverso un corpo che si collega all’elemento acquatico.
La sirena bicaudata fu, probabilmente, un potente simbolo, noto in svariate culture dell’Europa antica, immagine archetipica della dea della Terra.


L’Italia è disseminata di queste sirene di varie epoche e di diversi luoghi.
A Sovana, Pienza, Lucca, Bomarzo, Cerveteri, Pavia, in Piemonte e chissà ancora!

Documentazione fotografica

tomba della sirena
Sovana, Necropoli di Sopraripa, Tomba della Sirena. [2]
tomba della sirena
Restituzione del prospetto della Tomba della sirena di Sovana (da Maggiani 1994, tav. XI, Fig. 23) [3]
tomba della sirena
Sovana - Tomba della sirena, frontone [4]
tomba della sirena
Sovana - Tomba della sirena, figura femminile a lato della nicchia. [5]

Fonti

Testi tratti da: Musei di Maremma - Il grande Museo di Sorano, Andrea Semplici, Edizioni Effigi, 2016 , da TAGES - Necropoli di Sopraripa e da EVUS - la sirena a due code della necropoli di Sovana .

Fotografie di Luca Bececco [1,2,4,5] e Maggiani [3].

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