Il Palazzo Pretorio di Sovana si trova sul lato settentrionale della piazza omonima.
Il palazzo fu costruito in epoca medievale, quasi certamente tra la fine del XII secolo e gli inizi del Duecento: la sua esistenza è provata in un documento risalente al 1208.
L'edificio conservò intatta la propria struttura originaria con finestre ad arco fino agli inizi del Quattrocento, quando risultava gravemente danneggiato a seguito dell'assedio portato dalle truppe senesi; la successiva ristrutturazione effettuata tra il 1413 e il 1414 comportò la modifica delle parti che erano state distrutte in modo irrecuperabile.
Con l'ingresso di Sovana nel Granducato di Toscana avvenuto nel 1555, il palazzo cambiò l'uso a cui era destinato precedentemente, divenendo anche la sede del carcere in epoca seicentesca.
Nel tardo Settecento il complesso fu dismesso e ceduto dai Lorena alla diocesi locale, venendo restaurato nel corso dei decenni successivi.
Durante il secolo scorso era divenuto sede di un magazzino, prima di essere nuovamente restaurato e adibito a sede museale.
L’edificio si articola su due livelli ed è interamente realizzato in conci di tufo; sulla facciata si possono ammirare ben 9 stemmi riconducibili ai capitani del popolo e ai commissari che amministrarono il borgo.
Sullo sperone angolare che fortifica l'edificio è posta una tozza colonna, ritenuta il sito dove venivano affissi i bandi pubblici.
Oggi il palazzo ospita al piano terreno il Centro Visite Parco Archeologico del Tufo ed il Centro di Documentazione del Territorio Sovanese mentre il primo piano fa parte, con San Mamiliano, del Polo Museale di Sovana.
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