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Museo del Medioevo e del Rinascimento della Fortezza Orsini - Sorano

Coordinate: 42.682756 N, 11.71438 E
Sorano
Via Cairoli 3

Il Museo del Medioevo e del Rinascimento di Sorano è allestito in alcune delle sale private della Fortezza Orsini.
È come entrare, da ospiti, nell’abitazione dei conti. Vi si trovano quasi cento reperti. Nelle vetrine sono custodite brocche, ciotole, frammenti di vetro, boccette di profumo. Persino pitali e i recipienti, le panatelle, nei quali i contadini conservavano il pane raffermo. Quasi tutte le ceramiche provengono dai butti di Sorano, Sovana e Castell'Ottieri, dalle vecchie discariche in cui gli abitanti gettavano quanto  era inservibile. Secoli più tardi queste pattumiere casalinghe hanno permesso di poter raccontare la vita quotidiana degli anni del Rinascimento soranese. Belli, i pezzi ritrovati di piatti da fidanzamento.
Da guardare con curiosità il tondino di un piatto in bella vista in una teca: vi è decorata un’aquila coronata con le ali abbassate e gli artigli sfoderati. Ha il piumaggio a scacchi neri e gialli: è lo stemma araldico di Elena Conti da Montelanico, moglie di Niccolò III. Visse in queste sale nell’attesa che fossero ultimati i restauri del palazzo di Pitigliano.
Un’ultima, piccola stanza, dalle geometrie singolari. Siamo nella torre occidentale del palazzo. Finestre come feritoie si affacciano sul paese. È affrescata a grottesche. Luogo di meditazione? Studiolo dei conti? Stanza delle riflessioni di Niccolò IV Orsini? No, non era certo il tipo. Prepotente, feroce, arrogante, questo conte cinquecentesco si rinchiudeva nel suo torrione e qui faceva portare le donne che lo colpivano. Era l’alcova della sua violenza, questa stanza? Raccontano che una donna ebrea, Bettina, saliva una segreta scala a chiocciola per raggiungere il letto del conte. Dicono anche che un’altra donna, Antea, riuscì a fuggire e, inseguendola, Niccolò IV cadde in uno dei precipizi che circondavano la fortezza.
Ma gli affreschi di questa stanzetta, riapparsi durante i restauri del 1967, sono leggeri e belli. Due uccelli, un pappagallo e un colibrì (Colombo aveva appena rivelato che esistevano le Americhe), sostano nella stanza. Vi sono, poi, scene mitologiche: il ‘suicidio di Didone’ e, forse, il ‘matrimonio di Enea’ con la stessa Didone. In uno spigolo, vicino a una finestra, è singolare il disegno dello spartito di un madrigale cinquecentesco. Gli esperti sono andati in fibrillazione quando si sono resi conto che qui erano raffigurate le musiche di Domenico Maria Ferrabosco, musicista bolognese, che aveva lavorato su una canzone del Decamerone del Boccaccio. La sua partitura fu edita nel 1542. È una testimonianza unica per le pitture rinascimentali: arte figurativa, musica e poesia raggruppate in un solo disegno. Niccolò IV era un personaggio malvagio, ma i suoi pittori erano geniali.

Gli anni oscuri del Medioevo
Tre piccole sale del Museo della Fortezza, alla destra dell’ingresso, raccontano di un Medioevo lontanissimo. Qui si ritrova la testimonianza di epoche ancora poche conosciute della storia dell’antichità maremmana. Alla Biagiola, territorio di Sovana, scavi archeologici recenti stanno rivelando frammenti di storia longobarda in questa regione ai confini della Toscana.


Documentazione fotografica

sala affreschi
Sorano, La stanza affrescata di Nicolò IV Orsini [2]
spartito
Sorano, Spartito di un madrigale del '500, affresco [3]
piato
Sorano, Piatto con stemma araldico di Elena Conti [4]
albarello
Sorano, Museo del Medioevo e del Rinascimento, Albarello [5]
ampolla
Sorano, Museo del Medioevo e del Rinascimento, Ampolla di vetro [6]

Fonti

Testi e immagini tratti su concessione dal libro: Musei di Maremma - Il grande Museo di Sorano, Andrea Semplici, Edizioni Effigi, 2016 e da La Maremma dei Musei, Andrea Semplici, Edizioni Effigi, 2012.

Fotografie di Archivio Effigi [1] e Guido Cervetti [2,3,4,5,6].

Le immagini si riferiscono a beni culturali conservati presso la rete museale Musei di Maremma e sono qui pubblicate su concessione del Ministero per i beni e le attività culturali - Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo.

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