L’ultimo confine del vecchio ordito del paese è contrassegnato da una roccia denominata il Sasso della Fata o del Maggio: si narra che in questa suggestiva roccia trachitica, cui si appoggia l’ultima casa del paese, vi sia l’anima pietrificata di una vecchia morta di crepacuore per i dolori e le ingiustizie del mondo. Durante i temporali estivi, di solito preannunciati dal travaglino (la nuvola bianca che sbuca sulla montagna e in breve porta il temporale), attende di essere colpita da un fulmine per rivivere e per purificare il paese, trascinandolo giù nella Fiora.
Testi e immagini tratti su concessione dal libro: Santa Fiora - Invito alla scoperta del centro storico e del territorio, Lucio Niccolai, Edizioni Effigi, Arcidosso, 2009.
Fotografie di Walter Fioramonti.
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