Palazzo Sforza è un edificio rinascimentale, con impostazione equilibrata e simmetrica, suddiviso da cornici marcapiano e caratterizzato da finestre in bugnato, motivo ripreso dalle angolate che lo delimitano, e su cui si aprono due portali sempre in bugnato, uno d’ingresso dell’edificio, l’altro di accesso al portone che immette su un androne con camino coperto da volte.
L’edificio fu costruito nel secolo XVI per opera di Fulvia Conti, moglie di Mario Sforza, sulle preesistenti strutture difensive aldobrandesche.
Durante i lavori di restauro per la trasformazione in nuova sede del municipio, rimuovendo i solai ottocenteschi e lo scialbo, sono riemersi, nelle fasce superiori in alto delle pareti del primo piano, due cicli di affreschi di scuola romana, uno dei rari esempi di pittura profana di fine Cinquecento nel territorio amiatino.
Il primo (attuale Sala della Giunta) rappresenta l’allegoria delle ore del giorno, ed è caratterizzato dalla loro successione temporale a partire, a sinistra, dal carro allegorico del sole trainato dai cavalli bianchi, per concludersi con il carro della luna trainata dalle civette, sul lato destro. Sotto il primo ciclo di affreschi emergono pitture murali precedenti, tra cui ben visibile, sulla parte di fondo, la storia biblica di Giona liberato a riva dalla balena. Completa il ciclo lo stemma degli Sforza.
Il secondo (attuale Ufficio del Sindaco) rappresenta tramite elementi naturalistici e il loro succedersi, le quattro stagioni. Anche qui affiorano pitture murali precedenti, alcune delle quali rappresentano paesaggi e ville, già proprietà degli Sforza. Il ciclo è completato dallo stemma dei Conti di Segni. Altri frammenti di affreschi, rappresentanti figure allegoriche e geni alati, recuperati con la tecnica del distacco, sono esposti nella Sala del Popolo, assieme ad un grande stemma ligneo dorato della famiglia Sforza (leone rampante con mela cotogna) del secolo XVII.
Al piano terreno del Palazzo è collocato il Museo delle miniere di mercurio del Monte Amiata, nato per testimoniare la storia delle miniere e il lavoro dei minatori.
Testi e immagini tratti su concessione dal libro: Santa Fiora - Invito alla scoperta del centro storico e del territorio, Lucio Niccolai, Edizioni Effigi, 2009 e da Palazzo Sforza Cesarini a Santa Fiora, Carla Benocci, Edizioni Effigi, Arcidosso, 2016.
Fotografie da Archivio Effigi.
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