Marroneto

Coordinate: 42.838056 N, 11.599444 E

Lasciata alle nostre spalle la chiesetta di San Rocco (XVI sec.) e oltrepassata la fonte dell’Amore, si trova l’abitato di Marroneto, adagiato sul versante meridionale del M. Amiata tra i 700 e i 750 m. di altitudine.
Le vecchie abitazioni della zona centrale, detta Renaiolo, costruite anch’esse con il sasso “peperino”, di cui qui era in funzione la cava più grande dell’intero comune, si stringono intorno a piazza “Padella” (attuale slargo di via G. Matteotti) e sono abbracciate da boschi di castagni folti e rigogliosi che hanno dato il nome al piccolo centro.
Le ragioni dell’insediamento sono così dovute al castagno, “albero del pane”, ma anche alla linea dei fontanili; infatti più a valle attorno alle omonime e caratteristiche fonti-sorgenti si sono sviluppate altre sette borgate: case Raspini, case Tonini, Gretini, Mormoraio, Soana, case Bigi e Case Baciacchi. Ma a caratterizzare la sua economia furono anche i tempi della emigrazione stagionale in Maremma, dei duri lavori di dicioccatura nella lontana e malarica pianura. della fame e della miseria.
Tanto che ai Gretini nacquero e poi si dettero alla macchia due temerari briganti dell’epoca, Settimio Menichetti (1861-1897) e Settimio Albertini (1865-1897), cercando soddisfazione nella ribellione alla legge e nella “giustizia” amministrata con il fucile, con lo scopo di “levare al ricco per dare al povero”; dopo numerosi furti, estorsioni ed omicidi trovarono la morte assieme al loro compagno Antonio Ranucci in un conflitto a fuoco con i carabinieri nei pressi di Montorgiali.
A Marroneto si tramandano antiche tradizioni popolari, come i canti di questua della Befana (la sera del 5 gennaio, dall’imbrunire fino a notte fonda), la celebrazione teatrale del “Carnevale Morto”, e,in piena estate, la notte della vigilia della festa dell’Assunta (14 agosto), il rito di purificazione della campagna, con  una corona di fuochi di cataste di fascine incendiate.

Fonti

Testi e immagini tratti su concessione dal libro: Santa Fiora - Invito alla scoperta del centro storico e del territorio, Lucio Niccolai, Edizioni Effigi, Arcidosso, 2009.

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