Chiesa della Madonna delle Nevi

Coordinate: 42.830951 N, 11.583929 E
Santa Fiora
Terziere di Montecatino

Incassata nel muro di cinta della Peschiera si trova la Chiesa della Madonna delle Nevi comunemente detta della Pescina (XVII secolo), edificata dagli Agostiniani in un luogo dove già esisteva un tabernacolo con l'immagine della Madonna. Nella facciata della chiesina è stata collocata la robbiana raffigurante le sante Flora e Lucilla, una delle rare immagini dedicate alle due sante patrone rintracciabili sul territorio santafiorese.
All'interno, recenti attività di restauro hanno riportato alla luce complessi cicli di affreschi sovrapposti, i principali dei quali, sono opera del pittore amiatino Francesco Nasini, databili 1640 c.a.
Tra le figure recuperate si distinguono, sulla parete di destra, san Girolamo e san Rocco, nel presbiterio, ai fianchi dell’altare, santa Monica e san Guglielmo, a destra, sant’Agostino sostenente la Chiesa e san Niccolò da Tolentino, a sinistra, sant’Antonio abate, san Bartolomeo, sant’Agata, sant’Apollonia nella parete sinistra. In fondo alla chiesa, sopra la porta, un affresco rappresenta il Paradiso, con la Madonna, Cristo, san Giovanni Battista, angeli e santi.
La tipologia dei santi raffigurati negli affreschi è abbastanza significativa e sembra indicare due precisi interessi: sul presbiterio, le immagini hanno un diretto collegamento con l’ordine monastico che eresse l’oratorio (santa Monica è la madre di sant’Agostino, a cui è dedicato l’ordine degli agostiniani, mentre san Nicola da Tolentino era uno dei santi agostiniani il cui culto era più diffuso); sulle pareti troviamo immagini di santi protettori contro la peste, le malattie e i malanni fisici. La chiesina aveva quindi, una funzione di protezione delle acque (come in origine il tabernacolo preesistente o la stessa dedicazione alla Madonna delle Nevi, cioè delle sorgenti) e rappresentava un luogo di culto di santi “guaritori” cui si attribuivano particolari poteri taumaturgici, come dimostra in particolare l’immagine di sant’Agata protettrice delle nutrici e del latte (l’acqua, per analogia, richiamava l’altro liquido prezioso).
Un’epigrafe, a destra dell’ingresso, rammenta tra i benefattori la famiglia Vagaggini, da cui ebbe origine il pittore novecentesco Memo, ricordato da una lapide in piazza del Maggio. Il nucleo abitato presenta particolari affascinanti ed insoliti, tipici del tessuto urbano cinquecentesco, con iscrizioni, fregi e pietre lavorate.

Fonti

Testi e immagini tratti su concessione dal libro: Santa Fiora - Invito alla scoperta del centro storico e del territorio, Lucio Niccolai, Edizioni Effigi, Arcidosso, 2009.

Fotografie da Archivio Effigi.

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