Villa delle Colonne

Coordinate: 42.421756 N, 11.310973 E
Capalbio
Giardino

La Villa delle Colonne è una villa romana che fu abitata tra il I secolo a.C. ed il II d.C e che si trova in località Giardino, nel comune di Capalbio.
Le ville di età imperiale erano vere aziende che producevano e vivevano aldilà della presenza del padrone, che spesso trascorreva lì solo l'otium, periodo di vacanza. Nelle ville rurali si praticava l'allevamento e si producevano olio e vino destinati all'esportazione.
La villa è situata vicino alla villa di Settefinestre, e probabilmente entrambe appartenevano alla famiglia dei Sestii. La posizione di queste due ville era strategica: la via consolare Aurelia ed il porto di Cosa assicuravano infatti una rapida commercializzazione.
La villa delle colonne fu edificata intorno al 40 a.C., comprendeva l'abitazione padronale e, separati, gli alloggi servili, magazzini, stalle, rimesse ed ambienti produttivi, 125 ettari di terreno coltivabile ed altrettanto di bosco e pascolo. Nei primi anni la villa produsse prevalentemente vino: lo attesta la presenza di torchi ed il serbatoio vinario presso la cantina. Dalla fine del I secolo d.C. la produzione dei cereali e l'allevamento soppiantarono la viticoltura. La struttura fu adeguata alle nuove esigenze, sacrificando la residenza nobile a favore di magazzini per lo stoccaggio di grano. Circa un secolo più tardi la villa giacerà in stato di abbandono.
Oggi parte della costruzione è occupata da una casa privata. è visibile solo il muro turrito che circondava un giardino.
La si raggiunge percorrendo la via Aurelia in direzione Roma e prendendo a sinistra la strada Pedemontana in direzione della frazione di Giardino. Dopo un centinaio di metri, a destra, è visibile la recinzione turrita.

Documentazione fotografica

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Capalbio - Giardino, Villa delle Colonne; un tratto di mura [2]
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Capalbio - Giardino, Villa delle Colonne; particolare [3]

Fonti

Testi e immagini tratti su concessione dal libro: Capalbio - alla scoperta del borgo e del territorio, Fabiola Favilli, Edizioni Effigi, Arcidosso, 2012.

Fotografia di Archivio Effigi.

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